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Tronconi Smi: ĢIl peggio č passatoģ, filiera del tessile unita per il rilancio
Appello a tutti gli imprenditori del tessile, ad essere uniti alla prossima assemblea annuale di Sistema Moda Italia, per far fronte alla crisi ed avviare un percorso di rilancio.
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29-04-2010 | Si svolgerà domani, a Milano presso il Palazzo Mezzonotte in piazza degli Affari alle ore 12:00, la consueta assemblea annuale dello SMI (Sistema Moda Italia), con lo slogan «tutti uniti contro la crisi e per gettare le basi del rilancio». All'appuntamento interverrà oltre a Michele Tronconi presidente di SMI anche Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea per l'industria e l'imprenditoria. Lo stesso slogan a quanto pare, è stato confermato dal recente studio realizzato da Astra Ricerche, guidato dal sociologo Enrico Finzi, su commisione dello SMI. Dal sondaggio è emerso che gli imprenditori del tessile hanno compreso che "la collaborazione intrafiliera è un elemento decisivo per garantire il rilancio del settore, perché solo tramite una vision unitaria del futuro del comparto è possibile comprenderne le potenzialità all'interno dell'economia italiana e rappresentarsi con efficacia di fronte ai policy makers". L'analisi approfondita sullo stato di salute del comparto verrà illustrata venerdì agli associati SMI dallo stesso Finzi.
In breve secondo Astra Ricerche, che ha intervistato i principali operatori del settore e gli opinion leaders/esperti del mercato, "gli imprenditori percepiscono con chiarezza l'indebolimento strutturale del settore, al di là dell'andamento congiunturale. La grande crisi ha cambiato per sempre le coordinate del tessuto economico e il nuovo tessile/abbigliamento del dopo crisi avrà una nuova articolazione, di cui non si è ancora in grado di descrivere con completezza le caratteristiche".
Inoltre, la grande maggioranza delle imprese del settore continua a credere nel ruolo chiave del made in Italy, e proprio per questo chiede con forza che sia tutelato dalla legislazione non solo italiana ma europea. Il 60% degli intervistati esalta il ruolo decisivo delle piccole imprese, garanzia di creatività, qualità, artigianalità, flessibilità e servizio al cliente.
Intanto Michele Tronconi ha detto che «il peggio è passato e il Made in Italy ha ancora delle chances, e ripartendo dai mercati emergenti». Inoltre a quanto risulta dall’inchiesta realizzata dall’Isae, torna a crescere la fiducia dei consumatori, che ad aprile posiziona l'indice a 107,9, mentre a Marzo era pari a 106,3.
Le conclusioni dell'analisi di Finzi costituiranno uno strumento utile per il confronto degli addetti ai lavori e per cercare di arginare una situazione che, nel 2009, ha visto il Tessile-Moda subire oltremodo gli effetti negativi della crisi internazionale, delle tensioni interne alla filiera, della sempre più aspra competizione planetaria e della lievitazione dei prezzi delle materie prime. Effetti che, come risultato, hanno generato una contrazione della produzione industriale di quasi il 14%, accompagnata da una riduzione del fatturato del 16,5%, una perdita di circa 26 mila posti di lavoro e da un deterioramento della bilancia commerciale italiana di oltre 3,7 miliardi di euro.
© modaPORTALE. RIPRODUZIONE RISERVATA
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