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Rapporto Istat 2013: meno acquisti di quantita' e/o qualita'

Il 69,1% delle famiglie italiane ha dichiarato di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti di abbigliamento e calzature acquistati rispetto al 2012.
a cura della Redazione
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Rapporto Istat 2013: meno acquisti di quantita' e/o qualita' 23-05-2013 | Nel Rapporto 2013, l'Istituto di statistica sottolinea che nell'anno scorso il potere d'acquisto delle famiglie italiane ha registrato una caduta “di intensità eccezionale” (-4,8%). Al calo del reddito disponibile (- 2,2%) è corrisposta una flessione del 4,3% delle quantità di beni e servizi acquistati. Si tratta della caduta più forte da inizio anni ‘90. Secondo l'Istat il potere d'acquisto è in declino da ormai un quadriennio. «A questo andamento hanno contribuito soprattutto la forte riduzione del reddito d'attività imprenditoriale e l'inasprimento del prelievo fiscale».

Nel 2012 ben il 15,4 per cento delle famiglie (3,4 punti percentuali in più del 2011) ha dichiarato di aver diminuito la quantità di generi alimentari acquistati e, contemporaneamente, di aver scelto prodotti di qualità inferiore. Un'evidenza simile si osserva nel caso dell'abbigliamento e delle calzature: la quota di famiglie che ha limitato la quantità e la qualità dei prodotti acquistati dal 12,8 per cento del 2011 sale al 16,7 per cento nel 2012. Il 69,1% delle famiglie ha dichiarato di aver diminuito la quantità e/o la qualità dei prodotti di abbigliamento e calzature acquistati nel 2012 (nel 2011, la percentuale rilevata dall'Istat per lo stesso tipo di acquisto era del 60,7%).

A commento dei dati diffusi dall'Istat, l'Ufficio Studi di Confcommercio ha riferito: «Il quadro che emerge fotografa con estrema chiarezza lo stato di emergenza in cui versa la nostra economia. L'eccezionale caduta del reddito disponibile e dei consumi, tornati ai livelli degli anni '90, il conseguente aumento dell'area del disagio sociale e le crescenti difficoltà delle imprese rilevati nel 2012 chiedono risposte urgenti. È pertanto necessario che si intraprenda, in tempi rapidi, una strada che non abbia come unica finalità il rigore per il rigore, ma che abbia come obiettivo primario il ritorno alla crescita».


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Tag: Rapporto, 2013, Istat, acquisti, abbigliamento, calzature
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