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Raddoppiano i ritardi nei pagamenti commerciali oltre i 30 giorni

Nel 2012 confermato il trend negativo per i pagamenti commerciali: tempi di pagamento più lunghi, calano i buoni pagatori e aumentano delle imprese che saldano oltre i 30 giorni.
a cura della Redazione
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Raddoppiano i ritardi nei pagamenti commerciali oltre i 30 giorni 10-05-2013 | L'anno scorso in Italia si è verificato un allungamento dei tempi di pagamento concordati con i clienti, sono calati i buoni pagatori ed è aumentata la percentuale delle imprese che saldano le fatture con ritardi superiori ai 30 giorni. Al 31 dicembre 2012, infatti, solo il 44,3% delle imprese risultava aver saldato alla scadenza, (+1,4% rispetto al 2011), ben lontano dai valori rilevati prima dell'inizio della crisi economica (50,8% nel 2007). Ma a colpire maggiormente sono i ritardi oltre i trenta giorni, pari al 10,5% del totale (erano il 5,50% solo due anni fa).

In breve, è questo lo scenario emerso dallo Studio Pagamenti 2013 presentato da Cribis D&B, società del Gruppo Crif, specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese italiane e di altri 20 Paesi (Stati Uniti, Canada, Messico, Cina, Taiwan, Hong Kong, Belgio, Olanda, Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Polonia, Slovenia Ungheria, Repubblica Ceca, Finlandia, Danimarca e Turchia).

A fronte di una quota pari al 44,3% di imprese puntuali, il 45,2% ha pagato con un ritardo inferiore a 30 giorni medi, mentre il 4,9% del totale ha saldato le fatture tra i 30 e i 60 giorni dopo la scadenza concordata. Circa le classi di ritardo più consistenti, il 2,9% delle imprese italiane ha onorato gli impegni commerciali tra i 60 e i 90 giorni oltre i termini contrattuali, l'1,7% tra i 90 e i 120 giorni, l'1% oltre i 120.

Nel confronto con le principali realtà europee, per quanto riguarda il pagamento alla scadenza l'Italia è lontana dalle nazioni più virtuose come la Danimarca (la più virtuosa in assoluto a livello europeo con l'83,3% di pagatori regolari) e la Germania (78,8%). Ma è soprattutto analizzando i ritardi oltre i 30 giorni che le imprese italiane mostrano la situazione più critica: peggio solo quattro paesi, Portogallo (23,9%), Polonia (18,5%), Turchia (16,8%) e Spagna (14,5%), mentre si collocano meglio tutte le grandi economie europee come Regno Unito, Francia e Germania.


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Tag: pagamenti, ritardi, Crif, pagatori, imprese
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