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Pitti: la moda bimbi chiude incrementando i buyer esteri
Firenze si conferma ancora una volta la protagonista della moda bimbi grazie alla 72.a edizione di Pitti Bimbo conclusasi sabato scorso con grande energia e vivacità.
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24-01-2011 | A conclusione dell'ultima edizione di Pitti Bimbo (Firenze, 20-22 gennaio 2011), l'organizzazione ha pubblicato il bilancio conclusivo dei visitatori. Certo è che alla Fortezza da Basso sono state presentate collezioni creative e prodotti di altissima qualità, allestimenti e presentazioni originali e divertenti, nonchè una serie di sfilate ed eventi speciali che non hanno nulla da invidiare alle fashion week della moda adulta.L’affluenza finale registrata in questa edizione ha superato quota 8.300 compratori intervenuti, per un totale di oltre 10.000 visitatori complessivi. Il dato più significativo è stato la crescita delle presenze estere, che ha sottolineato ancora una volta il ruolo di Pitti Bimbo come punto di riferimento internazionale della moda bimbo, registrando un incremento del 4.5% per i compratori internazionali, per un totale complessivo di 2.816 buyer esteri.
Tra le migliori performance appare il +43,5% della Russia, che balza così in testa alla classifica dei paesi esteri a Pitti Bimbo, la Cina a +52%, Corea del Sud +40%, Turchia +16%, Gran Bretagna +13.5%, Spagna +10%, e crescite a doppia cifra anche per Svizzera, e Portogallo. Inoltre si sono registrati aumenti consistenti anche per i compratori dai mercati emergenti, come Brasile - che raddoppia i suoi numeri, l’area Mediorientale e i paesi dell’ex-Unione Sovietica.
Sul piano interno è risultata importante anche la presenza dei compratori italiani, che in totale hanno raggiunto quota 5.500 presenze, valutata molto positivamente dalle aziende espositrici, nonostante il lieve calo che influisce a sua volta sul numero complessivo dei compratori (erano infatti stati 8.750 i buyer totali all’ultima edizione invernale). Quest'ultimo dato rappresenta, quindi, un riflesso dell’andamento della distribuzione italiana e dei consumi interni: anche per la moda bimbo, così come già registrato a Pitti Uomo, occorre considerare che il commercio italiano, soprattutto il piccolo dettaglio, nel corso del 2010 ha visto ridursi notevolmente il numero dei punti vendita, e al tempo stesso i consumi interni sono ancora piuttosto deboli.
© modaPORTALE. RIPRODUZIONE RISERVATA
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