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Male i consumi delle festività, e giù il clima di fiducia delle famiglie
Secondo l'Indicatore Consumi Confcommercio a dicembre, nonostante il periodo delle feste si è assistito ad una calma piatta negli acquisti, ma soprattutto a nessun segnale di risveglio.
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07-02-2012 | L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC), nel mese delle feste natalizie (dicembre) 2011, ha registrato una variazione nulla in termini tendenziali e una crescita dello 0,3% rispetto a novembre. Inoltre, i dati registrati nell'ultimo mese dell'anno, che appaiono meno negativi se confrontati con quelli dei mesi precedenti, vanno letti con estrema cautela. Nella media dell’intero 2011 l’indicatore ha evidenziato una riduzione dello 0,4%. In termini di media mobile destagionalizzata a tre mesi il dato ha messo a segno un’ulteriore flessione, indicando anche nel quarto trimestre una riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie. Conseguentemente, alla luce degli indicatori congiunturali disponibili, la tenuta registrata dalla domanda sembra riflettere più il tentativo delle famiglie di tenere invariato il livello dei consumi in un periodo come quello delle festività di fine anno, che un’inversione di tendenza.
Sul piano del clima di fiducia, il sentiment delle famiglie in termini destagionalizzati si è attestato a gennaio 2012 sui valori minimi già toccati a dicembre ed anche quello delle imprese ha continuato a segnalare un deterioramento. Stando alle stime di Confindustria, a gennaio 2012 è proseguita la fase di ridimensionamento dell’attività produttiva (-0,6% rispetto a dicembre) iniziata a settembre del 2011. Tendenza che, sulla base dei dati sugli ordinativi (-1,7% in termini congiunturali), dovrebbe permanere almeno fino all’inizio della primavera. In linea con il deterioramento dell’attività produttiva, anche il mercato del lavoro ha cominciato ed evidenziare segnali di peggioramento.
Il quadro d’insieme evidenzia un deterioramento della domanda per quasi tutte le macrofunzioni di spesa che compongono l’ICC, elemento che contribuisce a guardare con molta prudenza al dato di dicembre. Particolarmente negativa è risultata, anche a dicembre, la dinamica relativa alla domanda di abbigliamento e calzature (-3,1%), settore che vive ormai da tempo una fase critica. Situazioni di accentuata difficoltà si sono registrate, anche a dicembre, per la domanda di beni e servizi per la casa (-3,5%), al cui interno i consumi di mobili e di elettrodomestici continuano a segnalare un netto ridimensionamento. Si salva solo l'indice per i beni e servizi della cura della persona, cresciuto di un flebile +0,5%.
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