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Made in Italy: 100 imprese in Libano e Giordania
Sono partite ieri, cento imprese italiane guidate dal Ministero allo Sviluppo Economico, l'ICE e Unioncamere alla conquista dei mercati medio orientali per avviare un percorso di presenza territoriale.
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28-06-2010 | Il made in Italy lancia la sfida per conquistare il Medio Oriente, con una missione partita nella giornata di ieri, guidata alla volta di Beirut ed Amman dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso. La delegazione plurisettoriale vede coinvolte 103 imprese, provenienti da 14 regioni ed operanti in 17 settori merceologici, e 172 operatori accompagnati dal presidente dell’ICE Umberto Vattani, dalla Unioncamere, da Giancarlo Lanna della Simest e dalla Promos.Si tratta di una missione importante, secondo gli organizzatori, perché testimonia una nuova modalità di collaborazione istituzionale in favore dell’export italiano nel mondo. Infatti l’iniziativa vede coinvolti direttamente, per la prima volta, Sistema camerale e Governo italiano con lo specifico obiettivo di promuovere le piccole e medie imprese. Tra le aziende maggiormente rappresentative ci sono quelle nell’arredamento e design con 33 imprese, mentre tra le regioni di provenienza, il drappello più numeroso in assoluto è quello del Veneto con 27 imprese partecipanti, seguito da Lazio (18) e Lombardia (16).
L'obiettivo della missione è quello di aumentare la presenza commerciale italiana in Libano e Giordania, in quanto negli ultimi anni in queste regioni si è radicata un'apertura di interesse al mercato italiano su tutti i settori, dai beni d’investimento, a quelli di consumo ed intermedi. A supporto dell'inziativa ci sono tanti numeri a scaturire l'interesse per queste regioni.
Il Libano si presenta oggi come un Paese vitale, dinamico, ricco di energie e, quindi, oggetto di particolare interesse per le potenzialità riscontrate. L'export italiano in Libano, che nel 2009 è stato di 765 milioni di euro, nei primi quattro mesi dell’anno ha registrato un boom del 26% consolidando il nostro paese come 1° fornitore europeo del Libano, 3° a livello mondiale dopo la Cina e gli USA.
Dello stesso valore le prospettive di collaborazione economica con il Regno hascemita di Giordania. I rapporti commerciali con l’Italia sembrano consolidarsi: dopo la contrazione nello scorso anno, il volume complessivo delle merci scambiate nel primo bimestre 2010 ha registrato un aumento del 23%, passando da 52 milioni di euro ai 64 milioni di euro, confermando il belpaese come 2° fornitore tra i Paesi UE e 7° esportatore nel mondo.
Nonostante , si tratti di mercati di discreta grandezza in termini di volumi, il medio oriente dispone di un elevato grado di apertura a scambi e triangolazioni varie, nei segmenti qualitativamente alti che rappresentano, quindi, una strategica piattaforma di lancio del made in Italy.
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