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Macchine tessili italiane: in Cina boom di ordini
Durante ITMA Asia + CITME, la più importante fiera del meccanotessile mondiale in Asia, sono state superate abbondantemente le aspettative degli ordini raccolti dai costruttori italiani.
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07-07-2010 | Il settore dei macchinari per il tessile, nel primo trimestre del 2010, ha segnato una notevole ripresa facendo registrare un aumento vertiginoso degli ordinativi per l'export; a comunicarlo è stata l'ACIMIT, l'Associazione Costruttori Italiani di Macchinario per l'Industria Tessile. Da quanto riferisce Salmoiraghi, Presidente di Acimit, «la seconda edizione di ITMA Asia + CITME, che ha chiuso i battenti la scorsa settimana a Shanghai, ha confermato la ripresa in atto nei principali mercati del meccanotessile mondiale». Salmoiraghi ha affermato che l'export di macchinari per il tessile verso l’Asia nei primi tre mesi dell’anno è cresciuto del 41% rispetto al 2009, ed in particolare in Cina dove le vendite di macchinario italiano ha fatto registrare un aumento del 110%, mentre in India del 78%. «Gli ordini raccolti in fiera da molte nostre aziende - prosegue Salmoiraghi - confermano che siamo sulla via di un recupero rispetto ai livelli precedenti il 2009».
La cinque giorni della manifestazione ha visto passare tra gli stand italiani circa 100mila visitatori, tra cui operatori cinesi, indiani, giapponesi, taiwanesi, tailandesi, coreani e pakistani, a differenza della precedente edizione dove i visitatori esteri rappresentavano solamente il 10% del totale visitatori. Salmoiraghi ha sottolineato che nell'incontro avuto con Mr. Du, Presidente del China Textile Council, ha potuto appurare come l’industria tessile cinese stia sempre più puntando sulla sostenibilità, sulla riduzione del carbon footprint e sul riutilizzo degli scarti tessili.
115 il numero degli espositori italiani intervenuti alla fiera, i quali hanno occupato una superficie totale di 4.000 metri quadrati, facendo risultare l'Italia al terzo posto degli espositori mondiali, subito dopo i cinesi (31.000 metri quadrati) e i tedeschi (5.000 metri quadrati). Particolare successo hanno avuto i 4 National Sector Groups italiani dove, grazie alla collaborazione con l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero e il Ministero dello Sviluppo Economico, 67 imprese italiane hanno potuto presentare la loro offerta all’interno di un format targato Made in Italy.
Sorge comunque il dubbio per la corsa degli ordinativi dei macchinari tessili dal mercato cinese, orientato sempre più al completamento della filiera produttiva, e perchè no, proprio con macchine dall'ingegno italiano. Difatti sul fronte della proprietà industriale, è stato segnalato che in fiera sono state individuate e denunciate 29 violazioni dei diritti di proprietà industriale da parte di aziende cinesi. Di queste, 21 sono state confermate dall’ufficio competente e le macchine oggetto della denuncia tolte dagli stands. 15 delle 29 infrazioni avevano come oggetto brevetti italiani.
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