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La moda italiana diventa sempre più Made in Chinitaly
E' ormai inarrestabile il flusso cinese all'interno della produzione manifatturiera tessile italiana, tanto da non conoscere crisi; le contaminazioni ormai dilagano dalla Toscana al Veneto.
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02-03-2011 | L'imprenditoria cinese sembra voglia inglobare sempre più il mercato tessile italiano concentrando la maggior parte delle acquisizioni in due regioni tra i più importanti del tessuto economico nazionale. In precedenza noi di modaPORTALE avevamo già posto l'attenzione su quanto stava accadendo nella provincia di Prato, insignita dal New York Times come la capitale del fashion di scarsa qualità. Che i tentacoli cinesi siano usciti dal distretto pratese e che si stiano diffondendo in tutta la regione Toscana lo si evince anche dal recente accordo tra la Ferragamo e il gruppo Peter Woo che ha visto quest'ultimo acquisire per un 8% il brand italiano.Ma il “Made in China” non si è fermato al solo territorio toscano ma anzi ha strizzato l'occhio anche alla provincia di Venezia: al terzo trimestre 2010, nel settore moda (tessile, abbigliamento, pelli e mobili) quasi il 28% delle aziende attive è condotto da titolari di origine cinese (232 imprese su un totale di 834); e, mentre le PMI artigiane guidate da imprenditori italiani risultano in calo del 5,8% rispetto al primo trimestre 2009 (da 885 a 834), quelle con gli occhi a mandorla scontano solamente una diminuzione del 2,9% in un anno e mezzo (da 239 a 232).
Il problema di fondo della produzione chinitaly non è insita nella competitività o grande produttività, piuttosto com’è noto, in molti casi è rappresentato dal sistema che fa leva sul lavoro irregolare, che aggira le leggi e sfrutta la manodopera clandestina, non lasciando scampo di fatto alle realtà che operano nel rispetto delle norme. A conferma di ciò vi è la notizia di pochi giorni fa sul rinvenimento dell’ennesimo “laboratorio lager” a conduzione cinese a Scorzè. In questo caso, la situazione più allarmante è che l’azienda a cui sono stati posti i sigilli lavorava direttamente per grandi griffe della moda, sfornando capi con marchi autentici e destinati alle boutique. Di cos'altro dobbiamo meravigliarci.
© modaPORTALE. RIPRODUZIONE RISERVATA
8 Commenti
FRancesco Casillo | 20/04/2011 - 00:43:08
Signori cari tenetevi forte che i cinesi da 1 anno a questa parte hanno definitivamente rotto il mercato del tessile. Oggi in Italia non c'è alcuna convenienza produrre tessile casa e abbigliamento.I Cinesi oggi sanno cucire bene come noi e produrre tessuti della nostra stessa qualità a prezzi decisamnte piu bassi. Saluti da San Giuseppe Vesuviano
Signori cari tenetevi forte che i cinesi da 1 anno a questa parte hanno definitivamente rotto il mercato del tessile. Oggi in Italia non c'è alcuna convenienza produrre tessile casa e abbigliamento.I Cinesi oggi sanno cucire bene come noi e produrre tessuti della nostra stessa qualità a prezzi decisamnte piu bassi. Saluti da San Giuseppe Vesuviano
Roberta Gherardi | 20/03/2011 - 12:48:21
Buongiorno, sono d'accordo con questa signora finlandese, la colpa e' di tanti italiani che non si rendono ancora conto che il loro spesso esagerato e quindi disonesto guadagno e' soltanto un dolce aperitivo che stuzzica l'appetito ma il digestivo saremo noi e i cinesi (ed altre razze..)diventeranno I NOSTRI IMPRENDITORI! Purtroppo la superficialita', l'indottrinamento alle griffe, vere o false, e il benessere (PASSATO) hanno reso sempre piu' fragili prede di chi piu' affamato e furbo arraffa tutto l'immaginabile! A proposito mi piacerebbe sapere cosa esattamente produca questa signora straniera e se ha un sito visitabile. Grazie mille dunque a questa signora che ancora crede nel VERO E GENIALE MADE IN ITALY, almeno quel poco che resta , Roberta
Buongiorno, sono d'accordo con questa signora finlandese, la colpa e' di tanti italiani che non si rendono ancora conto che il loro spesso esagerato e quindi disonesto guadagno e' soltanto un dolce aperitivo che stuzzica l'appetito ma il digestivo saremo noi e i cinesi (ed altre razze..)diventeranno I NOSTRI IMPRENDITORI! Purtroppo la superficialita', l'indottrinamento alle griffe, vere o false, e il benessere (PASSATO) hanno reso sempre piu' fragili prede di chi piu' affamato e furbo arraffa tutto l'immaginabile! A proposito mi piacerebbe sapere cosa esattamente produca questa signora straniera e se ha un sito visitabile. Grazie mille dunque a questa signora che ancora crede nel VERO E GENIALE MADE IN ITALY, almeno quel poco che resta , Roberta
Giuseppe Bianco | 19/03/2011 - 11:21:10
quello che mi fa rabbia sono i prezzi esagerati del made in china, griffati da italiani, sappiamo che un costume da uomo fatto in china costa circa 5 euro, ma a quanto lo vendono? il guadagno è enorme ed ad arricchirsi sono sempre i pochi che licenziano italiani e producono all'estero. lo scandalo che non c'è un politico che dica questo.
quello che mi fa rabbia sono i prezzi esagerati del made in china, griffati da italiani, sappiamo che un costume da uomo fatto in china costa circa 5 euro, ma a quanto lo vendono? il guadagno è enorme ed ad arricchirsi sono sempre i pochi che licenziano italiani e producono all'estero. lo scandalo che non c'è un politico che dica questo.
Annamaria Orsini | 07/03/2011 - 17:08:09
Sono perfettamente d'accordo con Paola Daghia, le nostre istituzioni DEVONO imporre la nostre leggi a tutela di noi imprenditori Italiani del nostro saper fare, di tutta la fatica fatta dal dopo guerra ad oggi per portare il prodotto Italiano nel mondo. Aspettiamo ancora e andrà tutto perduto. Ho lavorato all'estero e conosco molto bene le realtà cinesi; ma in Italia devono sottostare alle nostre leggi ,ripeto, non deve essere permesso di fare concorrenza sleale. Comunque dobbiamo darci "una mossa" tutti quanti come operativi del settore Italiani anche verso le nostre stesse istituzioni che ogigiorno, purtroppo, sono sempre più impegnate su altre faccende!! Ma dove andremo a finire di questo passo!!!
Sono perfettamente d'accordo con Paola Daghia, le nostre istituzioni DEVONO imporre la nostre leggi a tutela di noi imprenditori Italiani del nostro saper fare, di tutta la fatica fatta dal dopo guerra ad oggi per portare il prodotto Italiano nel mondo. Aspettiamo ancora e andrà tutto perduto. Ho lavorato all'estero e conosco molto bene le realtà cinesi; ma in Italia devono sottostare alle nostre leggi ,ripeto, non deve essere permesso di fare concorrenza sleale. Comunque dobbiamo darci "una mossa" tutti quanti come operativi del settore Italiani anche verso le nostre stesse istituzioni che ogigiorno, purtroppo, sono sempre più impegnate su altre faccende!! Ma dove andremo a finire di questo passo!!!
Ernesto Zallocco | 07/03/2011 - 09:05:09
Il signor EK Finlandese che lavora a Roma ha capito tutto, per quale motivo le nostre forze dell'ordine non intervengono ? Per quale motivo le nostre istituzioni giudiziarie ho legislative non intervengono ? per quale motivo i nostri politici Tutti non intervengono ? Attenzione il bestiame e gia' uscito dalla stalla, ora è meglio chiudere la stalla, Salviamo il salvabile.
Il signor EK Finlandese che lavora a Roma ha capito tutto, per quale motivo le nostre forze dell'ordine non intervengono ? Per quale motivo le nostre istituzioni giudiziarie ho legislative non intervengono ? per quale motivo i nostri politici Tutti non intervengono ? Attenzione il bestiame e gia' uscito dalla stalla, ora è meglio chiudere la stalla, Salviamo il salvabile.
Michele Battista | 06/03/2011 - 21:44:47
Senza voler essere assolutamente razzisti, ma conoscendo la cultura orientale concernente le attività lavorative, penso che le istituzioni, a salvaguardia delle aziende italiane, come la mia, che fanno grandi sacrifici economici per garantire la sicurezza, l'igiene e quant'altro sul posto di lavoro, dovrebbereo porre una vigilanza SICURAMENTE PIU' ATTENTA ad aziende con conduzione non italiana nel nostro paese. Visto che non riusciamo a tutelare i ns interessi con l'import facciamolo almeno a casa nostra. Ha ragione Paola Daghia!
Senza voler essere assolutamente razzisti, ma conoscendo la cultura orientale concernente le attività lavorative, penso che le istituzioni, a salvaguardia delle aziende italiane, come la mia, che fanno grandi sacrifici economici per garantire la sicurezza, l'igiene e quant'altro sul posto di lavoro, dovrebbereo porre una vigilanza SICURAMENTE PIU' ATTENTA ad aziende con conduzione non italiana nel nostro paese. Visto che non riusciamo a tutelare i ns interessi con l'import facciamolo almeno a casa nostra. Ha ragione Paola Daghia!
Paola Daghia | 05/03/2011 - 15:26:29
Chi viene in Italia deve adeguarsi alle leggi italiane. Bisogna costringere con ogni mezzo questi sfruttatori di schiavi alle regole.mi chiedo pechè i sindacati non facciano nulla. Forse perchè non ci sono tra loro dei tesserati? comunque e uno scandalo che le grif si servano della mano d'opera di schiavi. non comperate quelle firme.
Chi viene in Italia deve adeguarsi alle leggi italiane. Bisogna costringere con ogni mezzo questi sfruttatori di schiavi alle regole.mi chiedo pechè i sindacati non facciano nulla. Forse perchè non ci sono tra loro dei tesserati? comunque e uno scandalo che le grif si servano della mano d'opera di schiavi. non comperate quelle firme.
E K | 05/03/2011 - 11:20:09
Made Chinitalia e colpa da italiani, perche non vogliono sforzare per guadagniare, venditore voglio riceve massimo di vendita e preferiscono collaborare con i chinese. Non ce più orgoliosita e risponsobilità di made in italy. Io impredetrice, designer finlandese. Disegniamo e produciamo tessile casa in Roma. Collaboro con laboratori, dove lavorano italiani. sono contenta di impegnare italiani. A me ce valore di made in europa! made in italia!(scusa per mio italiano)
Made Chinitalia e colpa da italiani, perche non vogliono sforzare per guadagniare, venditore voglio riceve massimo di vendita e preferiscono collaborare con i chinese. Non ce più orgoliosita e risponsobilità di made in italy. Io impredetrice, designer finlandese. Disegniamo e produciamo tessile casa in Roma. Collaboro con laboratori, dove lavorano italiani. sono contenta di impegnare italiani. A me ce valore di made in europa! made in italia!(scusa per mio italiano)
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