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La Confindustria si spacca sul DL sviluppo
L'articolo 8 per la tutela del design del decreto legislativo n. 70/2011, pubblicato sulla GURI lo scorso 14 maggio, continua ad alimentare malcontenti nel mondo delle associazioni.
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30-05-2011 | Dopo le molteplici lamentele giunte da tutte le più importanti sigle di associazionismo artigianale, si riaccendere la discussione sulla norma che tutela il diritto d’autore; a sorpresa si è aggiunto anche il commento di richiamo fatto dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. La stessa Marcegaglia ha infatti richiesto al governo di poter rivedere proprio l'articolo che danneggerebbe molte imprese italiane.Bisogna ricordare che la norma introdotta dal governo recepisce una sentenza della Corte europea, la quale prevede che dal 2001 le opere per essere tutelate devono essere registrate, annullando invece ogni tutela per il periodo precedente. Secondo la numero uno di Confindustria questa disposizione priverebbe della protezione molti prodotti e danneggerebbe tutte quelle imprese che negli anni hanno investito nella creazione e nello sviluppo di opere esportandole in tutto il mondo.
Purtroppo la presa di posizione della Marcegaglia non è piaciuta a Stefano Casprini, socio Confindustria Firenze e presidente di Consorzio Origini (una associazione che raggruppa un centinaio di piccole aziende produttrici di oggetti di design, con circa 200 milioni di euro di fatturato) il quale ha espresso il proprio disaccordo affermando: «non capisco quali aziende la Marcegaglia vuole rappresentare». Così facendo è salito lo scontro nel piano interno, tanto da dividere la più importante associazione italiana degli industriali proprio su un tema caro al nostro paese: il design appunto.
Inoltre lo stesso Casprini, ha inoltre precisato che l'associazione da lui capeggiata non è costituita da «contraffattori, ma siamo produttori di opere di design disponibili a tutti e grazie a questa norma in linea con l'Europa oggi siamo pienamente nella legalità». A tal proposito per convincere il governo a non fare marcia indietro il Consorzio sta organizzando una mobilitazione con tutti i sindacati del settore e i politici locali. A questo punto resta il dubbio su quale potrebbe essere la soluzione più idonea per poter tutelare al meglio il lavoro di tante piccole e medie imprese di settore.
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