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L'e-commerce di abbigliamento cresce bene in Italia

Nonostante il nostro paese risulti arretrato rispetto ad altri paesi europei, il rapporto tra il valore dei consumi online e il valore totale delle vendite Retail nel 2012 ha raggiunto il 2,6%.
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L'e-commerce di abbigliamento cresce bene in Italia 13-11-2012 | Secondo un ultimo studio realizzato dall’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Netcomm/Human Highway, è emersa una crescita costante di aziende che hanno fatto dell'internazionalizzazione il loro obiettivo primario. In particolare, nel rapporto è stato analizzato il settore dell'abbigliamento sia sul piano della domanda ma anche dell'offerta.

Per quanto riguarda i consumatori italiani, a luglio 2012 coloro che hanno fatto acquisti su web nei tre mesi precedenti ammontavano a 12 milioni (il 40% degli utenti internet), contro i 9 mln del 2011, un incremento di quasi tre milioni di nuovi acquirenti. Nel settore fashion, ciò che ha contribuito (con oltre il 30%) a tale incremento è stata la recessione economica, che ha spinto gli internauti ad utilizzare un metodo di acquisto alternativo pur di risparmiare. Non è, infatti, casuale l’evoluzione del sistema di offerta delle vendite dell’abbigliamento (flash sales, coupon etc.).

Nonostante tutto l'e-commerce italiano, risulta in forte ritardo rispetto ad altri paesi europei, dove tale tematica è già stata privata di ogni tabù. Basti pensare che solo il 15% degli italiani provvede ad effettuare acquisti online, in quanto per la maggior parte dei potenziali acquirenti spaventa la scarsa cultura tecnologica e l'approccio ai nuovi media. Dall'altro lato anche le imprese mostrano maggiore difficoltà ad affrontare le spese per quegli investimenti necessari a lanciarsi sul mercato online, oltre al fatto che difficilmente possiedono competenze tecnologiche e risorse umane adeguatamente formate.

Intanto, la crescita dell’e-commerce B2C in Italia pare non conoscere freni se si pensa al fatto che le vendite da siti con operatività in Italia hanno totalizzato nell’ultimo anno 9,5 miliardi di euro. Ovviamente, ad avere maggior successo sono stati i merchant più aggressivi in termini di prezzo e/o di comunicazione. Certo è che il rapporto tra il valore dei consumi online e il valore totale delle vendite Retail nel 2012 ha raggiunto il 2,6%, grazie anche alle ottime prestazioni degli operatori del canale online e all’andamento negativo di quello offline.

Per ciò che riguarda la tipologia di spesa dell’acquirente, alla fine del 2012 i Web shopper saranno quasi 12milioni, in crescita del 30% circa rispetto al 2011. Si è ridotta tuttavia del 10% circa la spesa annua per acquirente, che si è attestata intorno a 916 euro/anni. Molti tra i 3 milioni di nuovi Web shopper si sono avvicinati all’online per sperimentarne la bontà e per cogliere le occasioni di acquisto più attrattive, con un conseguente impatto negativo sulla spesa annua online per acquirente, che da i 1040 euro del 2011 è passata ai 916 euro del 2012 (-12%).

Per la serie “non è tutto oro quel che luccica”, l’e-commerce è comunque un terreno molto competitivo e quindi di non immediato guadagno. Tanto più aumenta la maturità del mercato, aumentano i costi di acquisizione dei clienti e per i nuovi entranti la crescita è fortemente condizionata dalla capacita d’investimento iniziale. Per tali ragioni il successo di una iniziativa imprenditoriale iniziale può incorrere nella barriera delle dimensioni che contano sempre di più. La chiave principale è nel potere negoziale nei confronti dei fornitori che impatta direttamente sulla capacita di essere aggressivi in termini di prezzo garantendo dei ragionevoli margini di guadagno.

C'è da dire che nel 2012 le Imprese su Web che hanno guadagnato quote di mercato rispetto alle Imprese Tradizionali, sono passate nel complesso dal 48% al 52%. Tra questi nuovi progetti  rivestono un ruolo significativo i cosiddetti aggregatori, ossia quei player che ripongono aggregandola l’offerta di altri attori, tipicamente player tradizionali sia di piccole dimensioni sia in alcuni casi di grandi aziende. L’insieme di questi operatori pesa per oltre un quarto (27% per la precisione) del valore delle vendite online.


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Tag: e-commerce, moda, Netcomm, shop, 2012, B2C
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