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Il commercio sta cambiando: a chiudere di più sono i piccoli negozi

Continuano le chiusure dei mini-mercati di mobili, arredamento per la casa ed abbigliamento, che tra luglio ed agosto hanno visto ridurre le vendite.
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Il commercio sta cambiando: a chiudere di più sono i piccoli negozi 09-09-2011 | La Confcommercio ha pubblicato l'ultima analisi attinente la distribuzione del commercio in Italia con le rispettive suddivisioni per dimensioni strutturali e regioni. Secondo l'associazione di categoria, stanno aumentando (+2,8%) i negozi di informatica e telecomunicazioni, mentre continua la passione per il comparto mobili, arredamento per la casa ed abbigliamento.

Ebbene, nonostante il piccolo dettaglio rappresenti ancora la componente numericamente più consistente della rete di vendita del commercio, è proprio questa a subire le maggiori criticità in quanto sta risentendo in misura più significativa della riduzione dei consumi. Inoltre, le ripercussioni sulla rete di vendita di questo fenomeno si concretizzano nel blocco o nel ridimensionamento dei piani di sviluppo aziendali, con riflessi anche in termini riduzione delle unità locali e della superficie di vendita complessivamente disponibile.
Ad esempio in una intervista a Renato Borghi, vice presidente delegato di ConfCommercio, e pubblicata su la Repubblica di ieri, è stato segnalato come «la crisi sta facendo una strage di negozi». Nell'articolo, concentrato sulla sola Milano, è stato indicato che nei soli due mesi di luglio e agosto hanno chiuso circa 110 negozi tra abbigliamento, calzature, e mobili. Le cause scatenanti di un tale collasso pare siano da ritrovare nella riduzione del numero di clienti e l'aumento degli affitti.

Non se la passano bene nemmeno i Grandi magazzini, in quanto in Italia tale formula non ha trovato grande diffusione ed ha registrato periodicamente una revisione della propria identità e della tipologia di offerta che oggi si caratterizza per un assortimento centrato sull’abbigliamento, gli accessori e i prodotti di bellezza, estendendosi anche al tessile casa, complementi d’arredo e agli altri articoli per l’abitazione, con un posizionamento medio-alto dal punto di vista della qualità e del prezzo.
Comunque, per tale formula è già in atto una fase di rilancio per riprendere spazi di mercato che ipermercati, grandi superfici specializzate, outlet stanno gradualmente acquisendo.

Un ruolo non secondario nel sistema distributivo italiano, lo hanno anche altre forme distributive - come il commercio ambulante (mercati quotidiani e periodici, fiere, venditori itineranti), il commercio elettronico e la vendita attraverso i distributori automatici, che negli ultimi anno hanno dimostrato una forte dinamicità in termini di sviluppo d’imprese e giro d’affari.
Per poter approfondire il “Rapporto sulle economie territoriali e il terziario di mercato” realizzato dall’Ufficio Studi Confcommercio, è possibile consultare su www.confcommercio.it un’analisi più estesa sulle caratteristiche della rete regionale del commercio al dettaglio per formula distributiva.


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Tag: commercio, mobili, abbigliamento, vendita, Confcommercio, Milano, La Repubblica
2 Commenti


Enrico Angius | 10/09/2011 - 16:13:07
Grazie Gioacchino per il tuo commento che condivido al 100%. Dove si trovavano i responsabili del le associazioni di categoria (confcommercio e confesercenti) quando non si sono opposte all'apertura indiscriminata dei grossi centri commerciali e cosa fanno adesso per rivalozziarare il commercio cittadino? Penso che siamo noi piccoli commercianti di concerto e l'aiuto delle aziende e delle amministrazioni comunali più serie a ridare una vernice e pulizia alle vie commerciali limitando al massimo l'apertura dei negozi extracomunitari o esigendo che i medesimi lavorino nel rispetto delle norme che a noi vengono assegnate. Così come i centri commerciali vengano costantemente monitorati sul rispetto dei turni di lavoro che impongono ai dipendenti. Purtroppo la liberalizzazione delle licenze commerciali ha proliferato minimizzando la professionalità e siamo considerati come semplici portatori d'acqua (vedi aumento dell'IVA).
Gioacchino Rutigliano | 10/09/2011 - 09:45:03
il mercato globale e la crisi economica stanno distruggendo i piccoli negozi al dettaglio a vantaggio relativo della granse distribuzione e, ribadisco relativo, in quanto almeno nella mia zona, tali grandi strutture sono deficitarie e lo dimostra la patria delle gradi distribuzioni, la Francia,dove tali strutture hanno chiuso. il piccolo dettaglio era l'anima del commercio uccisa da concorrenza sleale, tasse su tasse e aumento non giustificato degli affitti ) non siamo più la mucca da mungere) .Soluzioni secondo me ritornare all'antico e cioè: calmierare le licenze per l'apertura di nuove attività e nel caso persone professionali (non cani e porci), i maledetti saldi devono partire per l'inverno dal 1°al 28 febbraio e gli estivi dal 1 agosto al 10 settembre, perchè solo così potremmo vendere più merce con più guadagno e non regalarecon i saldi anticipati la merce per far fronte ai pagamenti e alla fine avere il cassetto vuoto o come purtroppo succede senza cassetto. Potrei dilungarmi ma, vorrei anche interloquire. cordiali saluti
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