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Con le liberalizzazioni a rischio negozi e qualità  della vita

Si potrebbe riassume così il pensiero del vice presidente vicario di Confesercenti, Massimo Vivoli, intervistato in merito alla questione delle liberalizzazioni degli orari.
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Con le liberalizzazioni a rischio negozi e qualità  della vita 12-01-2012 | Nei centri storici e nei quartieri delle città italiane continuano ad aumentare i cartelli vendesi o affittasi, e le serrande abbassate spiegano molto meglio dei numeri la profondità della crisi che sta attualmente investendo le imprese del commercio. Con queste osservazioni il vice presidente vicario di Confesercenti, Massimo Vivoli, intervistato durante la trasmissione di Uno Mattina in onda ieri mattina su Rai 1, ha risollevato la questione della liberalizzazione selvaggia senza regole, in quanto incapace di «garantire vivacità e vivibilità del territorio, in grado di tramandare cultura, esperienza, sicurezza e servizio».

«Durante l’ultimo decennio - ha spiegato Vivoli - si è affermata una filosofia ed una politica, che giudichiamo sbagliata e che ha portato a voler “modernizzare” la rete distributiva, immettendo dosi massicce di grande distribuzione ed ora, appunto, una liberalizzazione degli orari. Vogliamo ricordare che lo stesso Parlamento Europeo, poco più di un anno fa, denunciava come il vero rischio per il libero mercato era la concentrazione in poche mani delle rete commerciale. Ai liberisti di sempre e a quelli dell’ultima ora vogliamo ricordare che l’attuale gravissima crisi economica è la drammatica dimostrazione che una economia senza regole può solo produrre danni, a volte devastanti».

Vivoli ha ricordato inoltre come i negozi di città non sono solo dei semplici registratore di cassa, ma parti di un essere pulsante vivo. In particolare ha affermato che «le botteghe cittadine sono una delle realtà più antiche del nostro Paese e attorno a queste in passato brulicava la vita e quella socialità che tutto il mondo ci invidiava. Una liberalizzazione senza regole, aperture 24 ore su 24, rischia di fare terra bruciata, quindi, non solo di tanti negozi ma della qualità della vita di tutti noi».

Concludendo, il  vice presidente di Confesercenti ha puntualizzato che invece di stravolgere il commercio di vicinato occorre puntare sullo sviluppo integrato del turismo, del commercio e delle attività culturali delle città come centri della conoscenza, mettendo in valore tutto il grande patrimonio storico, architettonico, culturale ma anche di civiltà e qualità della vita. Diversamente, il rischio a cui si assisterà in futuro sarà l'aumento delle chiusure dei piccoli esercenti che faticheranno ulteriormente a reggere il passo dei colossi della grande distribuzione. Infine, considerato che nel 2012 si prevede una ulteriore contrazione dei consumi, l’idea di tenere aperte le attività commerciali 24 ore su 24, significherà che mentre diminuiranno gli acquisti, cresceranno i costi.


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Tag: Vivoli, confesercenti, liberalizzazioni, chiusure, attività, negozi, acquisti, orari
1 Commento


Pier Paolo Bedosti | 15/01/2012 - 17:59:06
Ottimo pensiero peraltro condiviso da molti, anche se alcune correnti politiche del nostro Paese tendono a considerare (con tanto di dichiarazioni) i negozi di vicinato più che un vero e proprio "ammortizzatore sociale" in quanto potrebbero in parte assorbire coloro che sono stati licenziati dalle grandi aziende chiuse, più come una "anomalia" tipica di paesi retrogradi e che quindi vanno chiusi più che incoraggiati e sostenuti. Speriamo che il "vento" cambi ma in Italia e soprattutto in alcune regioni, la vedo durissima! Cordiali saluti
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