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Commercio al dettaglio: riprende la discesa
A novembre 2011 l'indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha segnato una diminuzione congiunturale del 2,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente.
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25-01-2012 | L'Istat ha pubblicato l'ultimo rapporto sul commercio al dettaglio per i principali beni e servizi, tra cui anche i non alimentari. A novembre 2011 l'indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio ha segnato una diminuzione congiunturale del 2,32% rispetto al medesimo mese del 2010. Nella media del trimestre settembre-novembre 2011 l'indice è diminuito dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti.Le vendite per forma distributiva hanno mostrato, nel confronto con il mese di novembre 2010, flessioni marcate sia per la grande distribuzione (-1,7%), sia per le imprese operanti su piccole superfici (-2,0%). Nei primi undici mesi del 2011, rispetto allo stesso periodo del 2010, l'indice grezzo diminuisce dell'1,0%.
Per quanto riguarda nello specifico il valore delle vendite di prodotti non alimentari, a novembre 2011 si registrano variazioni negative in tutti i principali gruppi di prodotti. Le variazioni tendenziali negative di maggiore entità hanno riguardato i gruppi calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-4,7%), mobili, articoli tessili, arredamento (-2,6%), ed infine abbigliamento e pellicceria (-2,2%). Il gruppo che ha mostrato la flessione più contenuta è quello degli Altri prodotti (gioiellerie, orologerie), con un calo dello 0,2%. In calo anche la vendita dei prodotti di profumeria, cura della persona, con una riduzione del -1,9%.
Alla pubblicazione è arrivata quasi immediatamente il commento della Confcommercio, che parla di "prevedibile calo anche nei prossimi mesi". A quanto riportato nella nota dell’Ufficio Studi «si conferma il perdurante stato di difficoltà della domanda per consumi, già anticipato dall’ICC, che segnala come lo stato di crisi interessi in forma sempre più diffusa le diverse tipologie distributive e le singole merceologie. La situazione permane critica per l’abbigliamento, le calzature ed i mobili. Il quadro attuale non evidenzia elementi in grado di invertire la tendenza al ridimensionamento dei consumi, che sono attesi in diminuzione anche nei prossimi mesi in considerazione delle misure attuate per stabilizzare la finanza pubblica, con inevitabili ripercussioni negative su tutto il sistema della distribuzione commerciale».
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