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Brevetto unitario: la UE apre alle imprese italiane
Con l'accordo siglato il 27 giugno in sede di Consiglio "Competitività", il brevetto unitario che potrà essere valido in tutta l'UE è sempre più vicino alla sua realizzazione.
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29-06-2011 | Due giorni fa il Consiglio Europeo ha fatto un'altro passo in avanti per l'attivazione del brevetto unico europeo, accettando anche due proposte riguardanti la creazione di un titolo di brevetto e il relativo regime linguistico. Ricordiamo che il mese scorso l'Italia aveva continuato ad opporsi all'istituzione del brevetto depositando un ricorso alla Corte di Giustizia della UE, a seguito del sistema linguistico che, a detta dei nostri rappresentanti, penalizzerebbe il nostro paese in quanto l'italiano rimarebbe una lingua esclusa da quelle di riferimento.Ma il Consiglio Europeo ha deciso di procedere per la propria strada, in quanto è sempre stato dell'opinione che brevettare un'invenzione in Europa è molto oneroso, principalmente a causa dei costi di traduzione. Infatti oggi, le richieste devono essere tradotte nella lingua del paese in cui si chiede la protezione. Nel quadro del nuovo regime le richieste dovranno essere tradotte soltanto in una delle tre lingue di lavoro (inglese, tedesco o francese) e, per un periodo transitorio di 12 mesi, in un'altra lingua scelta dal richiedente.
«La protezione mediante brevetto unitario ridurrà considerevolmente i costi e le lungaggini burocratiche per imprese e privati e darà impulso all'innovazione europea» ha affermato Zoltàn Cséfalvay, ministro ungherese agli affari strategici, che ha presieduto la sessione. «Le discussioni della giornata odierna lanciano un chiaro segnale a tutti gli operatori e cittadini sulla capacità dell'UE di dare risposte riguardo a una tematica di una tale cruciale importanza per l'innovazione e la competitività europee».
Una volta che sarà entrato in vigore, il brevetto a livello di UE sarà valido nei 25 Stati membri che partecipano alla cooperazione rafforzata sul sistema. Per quanto riguarda i due stati membri, l'Italia e la Spagna, che hanno deciso di non parteciparvi, in quanto contrari al regime linguistico, ci sono però delel aperture. Dal Consiglio hanno fatto sapere che le imprese dei due stati non saranno escluse dall'ottenimento di un brevetto unitario, quasi a sberleffo della decisione presa dal nostro governo. I nuovi testi adesso dovranno essere discussi e convenuti con il Parlamento Europeo.
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