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Accordo di libero scambio tra UE e Corea del sud

Pubblicata una guida pratica che fornisce informazioni utili alle imprese interessate a beneficiare dell'accordo di libero scambio stabilito tra l'Unione europea e il paese asiatico.
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Accordo di libero scambio tra UE e Corea del sud 28-10-2011 | La Commissione europea ha pubblicato ieri una guida intitolata "L’applicazione pratica dell’accordo di libero scambio tra l’UE e la Repubblica di Corea", la quale fornisce alle imprese dell'UE una panoramica sui passi da compiere per beneficiare dell'accordo di libero scambio. L'opuscolo è stato presentato ieri durante una conferenza a Bruxelles ed è stato reso disponibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE.

Il percorso per l'attuazione del documento non è stato molto semplice, anzi;. ci sono voluti ben otto serie di colloqui formali, per esere stato poi siglato dalle due parti il 15 ottobre del 2009. Il 16 settembre 2010 il Consiglio ha approvato l’ALS, e l’accordo è stato ufficialmente firmato il 6 ottobre 2010 ai margini del vertice UE-Corea svoltosi a Bruxelles. Infine, il Parlamento europeo, a sua volta, ha approvato l’ALS il 17 febbraio 2011, e così l’accordo è stato applicato temporaneamente dall’1 luglio 2011.

Con tale trattato è stata prevista la parziale o totale riduzione di dazi per tutti i prodotti importati o esportati dalla Corea nei Paesi dell'Unione. In particolare le macchine e gli apparecchi costituiscono il settore che darà maggiori risparmi in termini di dazi, pari quasi a 450 milioni di euro. Il 70% (312 milioni) di questi dazi è stato soppresso con l’entrata in vigore dell’accordo. Il settore chimico è il secondo beneficiario per ordine di importanza, e otterrà uno sgravio pari a 175 milioni di euro in termini di dazi; 143 milioni di dazi sono già stati soppressi.
In termini assoluti, altri settori industriali realizzeranno benefici minori, ma fin dall’inizio otterranno considerevoli sgravi daziari: riguardo alle esportazioni di tessili, il 93% dei dazi sarà soppresso immediatamente, per il vetro l’85%, per cuoio e pellicce l’84%, per le calzature il 95% e per gli strumenti ottici il 91%.
Per farla breve, per chi ad esempio decide di esportare calzature (con tomaio in pelle, in tessuto, etc.) nella Corea del Sud ,i dazi così come le barriere tariffarie saranno pari quasi a 0.

Per l'esportazione l'origine preferenziale della merce dovrà essere attestata, non per mezzo del certificato EUR 1, ma solo secondo le seguenti modalità: a) Per spedizioni di valore inferiore a 6.000 € sarà necessario riportare in fattura la dichiarazione di originale preferenziale, secondo il testo riportato nell'accordo. b) Per spedizioni di valore pari o superiore a 6.000 € dovrà essere richiesta un'autorizzazione doganale che conferisce lo status di esportatore autorizzato a fare dichiarazioni di origine preferenziale su fattura.
Per ottenere tale autorizzazione, l'azienda esportatrice dovrà presentare istanza all'Agenzia delle Dogane della provincia in cui ha la sede legale. L'istanza dovrà indicare il numero delle esportazioni verso la Corea realizzate nei 3 anni precedenti, oltre all'incidenza in percentuale di tali esportazioni in confronto alle altre destinazioni (occorre dimostrare la frequenza degli scambi). La Dogana effettuerà un controllo in azienda per verificare la conoscenza e il rispetto delle regole di origine preferenziale e rilascerà poi apposito numero di autorizzazione che dovrà essere inserito nelle fatture di esportazione verso la Corea all'interno della dichiarazione di origine preferenziale.
 
Infine, la Commissione ha consentito agli Stati membri di concedere il riconoscimento dello status di esportatore autorizzato (art. 17), anche in assenza della condizione della «frequenza» delle esportazioni. Ovviamente senza l'autorizzazione sarà sempre possibile esportare in Corea, ma il cliente/importatore non potrà beneficiare dei trattamenti favorevoli di dazio.

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Scarica la Guida per l'Accordo di Libero Scambio


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Tag: guida, UE, Corea del sud, accordo, dazi, libero scambio, Parlamento, Europeo, Consiglio, calzature, tessile, pelli, esportazioni
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